Drupal: location & GMap, come creare una mappa personalizzata!

29 settembre 2010

Da qualche tempo sto studiando Drupal, noto e potente CMS, per “convertire” il mio sito web. Il sistema non è semplice, ma piano piano si va avanti. Uno dei problemi principali è la documentazione abbastanza scarsa, quindi do il mio piccolo contributo ;)

Il problema contro cui mi sono scontrato è: come realizzare una mappa (tipo Google Map) che visualizzi un “marker” per ogni contenuto che ha una “localizzazione”?

Allora, i passi sono i seguenti

  • installare il modulo Location e abilitare i moduli “Location”, “Node locations” e “Location CCK”
  • installare il modulo GMap e abilitare i moduli “GMap” e “GMap location”
  • configurare i moduli per venire incontro alle vostre esigenze

A questo punto modificare i contenuti di un nodo a vostro piacimento, supponiamo che abbiate un tipo di contenuto “Campi di calcio” e aggiungete un campo CCK scegliendo “Percorso” come tipo di canto, quindi salvate. A questo punto, quando create/modificare il contenuto “Campi di calcio”avrete un tool per impostare la localizzazione per quel nodo e quindi vedere dove si trovano i campi ;)

Il sistema di default crea una pagina, con una mappa, dove vengono caricati tutti i nodi che hanno una localizzazione, ma c’è un problema: i “fumetti” che appaiono quando si clicca sui marker della mappa mostrano TUTTO il contenuto del nodo, quindi diventano quasi inutilizzabili.

Quindi, per creare una pagina personalizzata che contenga la mappa con tutti i nodi che sono stati “localizzati”, non dovete fare altro che creare una nuova view, con display “Pagina”, e impostare lo stile su “GMap”. Inserite, come sempre, il percorso, e impostate un filtro, se volete farlo, per scegliere quali tipo di nodo fare apparire nella mappa.

I campi che aggiungete alla view saranno quelli visualizzati nel “fumetto” che si apre nella mappa quando si clicca su un marker. Le dimensioni della mappa nella pagina sono definite dal pannello di configurazione del modulo.

Come sempre, affidatevi al CSS per formattare i contenuti del “fumetto” e alla fine avrete la vostra mappa con un marker per ogni campo di calcio, e nel fumetto le informazioni che voi volete :)

Netbook samsung: grub rescue?!

30 luglio 2010

Qualche giorno fa mi è stato prestato un netbook samsung (modello n210) e ho pensato, ovviamente di fare spazio a una installazione di una distribuzione GNU/Linux.

Avendo la necessità di “salvare” la versione di windows installata, ho usato il gestore disco di windows per ridimensionare la partizione dati esistente (il “Disco D:”) e creare una nuova partizione pronta ad accogliere Ubuntu Netbook.

Questa operazione però non è andata a buon fine. Dopo avere eseguito il ridimensionamento e creato la partizione, ho riavviato il computer ma non c’era modo di farlo partire.

All’avvio appariva una scritta “Grub rescue” ed era impossibile eseguire qualsiasi operazione. Da notare che Ubuntu non era ancora stata installata, quindi evidentemente questi computer usano grub di default per gestire i due sistemi operativi installati (windows e l’os “express” tipico dei netbook).

Ho provato ad eseguire il ripristino del sistema, entrando nel tool Samsung Recovery, accessibile premendo il tasto F4 in fase di avvio, ma niente, sia col recupero veloce che con quello completo (che ricordo, azzera i vostri dati personali sul disco).

Ho trovato, cercando su internet, la soluzione. Il problema sta nel fatto che la creazione di una nuova partizione “incasina” (scusate il termine tecnico) il grub installato nel sistema, quindi l’unico modo è ripristinare le partizioni come “da fabbrica”. Per fare questo è possibile usare una versione “live” di linux. Ma è anche possibile usare il Samsung Recovery.

Una volta entrati nel tool, bisogna schiacciare la combinazione di tasti “Ctrl + Alt + F10″, si entrerà in una schermata con strumenti “avanzati” di amministrazione e inserite la password “SECOS”, quando vi verrà chiesto.

NOTA BENE: se eseguirete queste operazioni sarà a vostro rischio e pericolo!

All’interno della schermata troverete un programmino per modificare le partizioni. A questo punto eliminate la partizione che avete creato tramite il tool di windows e, se volete, ingrandite la partizione che avete precedentemente rimpicciolito, anche se questa operazione potrebbe non essere necessaria.

Al riavvio, avrete nuovamente accesso al vostro sistema, come da fabbrica :)

Nota 1: l’operazione di ridimensionare una partizione per installare linux potrebbe essere fatta dallo stesso cd di installazione di linux, idem l’operazione per cancellare la partizione creata, nel caso vogliate ripristinare il sistema

Nota 2: io non ho ridimensionato la partizione che avevo rimpicciolito, perchè volevo lasciare spazio nel disco per installare Ubuntu. Non ridimensionando la partizione Winzoz si è avviato, ma devo fare notare che l’installazione di Ubuntu ha dato qualche problema. Infatti, dopo averla eseguita, all’avvio del computer era come se il Grub di Ubuntu non fosse stato installato. E non ho ancora avuto il tempo di ri-controllare questa cosa.

Le istruzioni per la soluzione del problema le ho trovate in questo forum.

Spero di essere stato d’aiuto :)

Sorpasso a sinistra. Riflessioni sullo sciopero degli scrutini

19 giugno 2010

Il problema del rapporto tra i sindacati, soprattutto tra quelli confederali e i sindacati di base, è lungo e complesso, non è mia intenzione descriverlo qui, e neanche prendere parte alla questione. Personalmente ritengo che ci siano motivazioni per “appoggiare” entrambe le formazioni (per i confederali ovviamente mi sto riferendo alla Cgil, l’unico che credo meriti considerazione).

Insomma, gli argomenti in questione sono sia politici che sindacali, e reputo un grave errore pensare che i sindacati debbano essere “giudicati” solo dal punto di vista sindacale.

Vabbè.

Questa riflessione nasce da un evento, recente, che ha riguardato, e in alcuni casi riguarda ancora, la mobilitazione nel mondo della scuola.

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Il giovane Marx sulla critica della religione

22 aprile 2010

Nel 1844 usciva, negli Annali franco-tedeschi, uno scritto di Karl Marx, dal titolo Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione.

In questo scritto si trovano forse le più belle parole sull’ateismo, e la critica ateistica, che io abbia mai letto. Sono parole liriche, poetiche, non hanno la forma della precisa argomentazione scientifica, ma non per questo sono meno efficaci. È lo stile degli “scritti giovanili” di Marx. Questo scritto è successivo alle elaborazioni di Feuerbach, il “padre” dell’ateismo della “sinistra hegeliana” e infatti Marx dice che “in Germania, la critica della religione nell’essenziale è compiuta”. Nell’essenziale, perché sicuramente manca qualcosa, per Marx, e quello che manca sarà ben chiarito nelle “famose” Tesi su Feuerbach, del 1845.

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Due modi di parlare di ateismo

13 aprile 2010

Non sono una persona religiosa ma mi piace molto riflettere sulla religione, sulla teologia, anche come “portato” dei miei studi.

Se siete interessati all’argomento, ci sono molte pubblicazioni che si occupano di tale questioni e ci sono anche diversi siti dove trovare informazioni e spunti (uno su tutti il sito della UAAR).

L’ateismo, almeno usando una delle tante interpretazioni possibili del termine (ma forse quella che preferisco), è una teoria filosofica, una posizione intellettuale, etc, secondo cui dio non esiste. È sempre importante differenziarla, almeno per motivi analitici, dall’agnosticismo, secondo cui la ragione umana non è in grado di giudicare della esistenza di dio o di divinità (o comunque di un fenomeno).

L’approccio che si ritrova nella pubblicazioni che affrontano l’ateismo, schematizzando, può essere distinto in due grossi filoni. Uno che definisco storico-critico e uno teorico-filosofico. Ovviamente ci sono lavori in cui questi due filoni sono intrecciati, ma mi sembra utile mantenere questa divisione.

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[GNOME] Cambiare i nomi delle partizioni presenti nel desktop

13 marzo 2010

Da qualche tempo gli utenti Gnome (uno degli “ambienti grafici” di GNU/Linux) avranno notato che, nel desktop, le eventuali altre partizioni del computer (i dischi di Winzoz, o comunque altre partizioni) vengono visualizzati con un poco intuitivo “Supporto da 10 GB”, o “File system da 10 GB”.

Inutile dire che tutto questo non è particolarmente bello, né comodo, né intuitivo. E, di conseguenza, vediamo come migliorare questo comportamento :)

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Linux semplice e “bello”: Elementary Project

9 marzo 2010

Seguo (e uso) sistemi operativi GNU/Linux da diversi anni, ho usato diverse distribuzioni, diversi ambienti grafici. Sicuramente si sono fatti passi da gigante dal punto di vista della compatibilità con l’hardware (anche se ci sono ancora problemi) e anche dell’interfaccia grafica.

Le distribuzioni Linux sono molto “modulari”, nel senso che dopo l’installazione si può usare l’interfaccia grafica che si preferisce e anche cambiare il tema, a prescindere dalle scelte preimpostate del “produttore” della distribuzione.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un progetto: Elementary Project.
Non è un tema grafico, non è una distribuzione, non è un set di icone: è tutto questo. O almeno in prospettiva lo vuole essere.

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Moblin e indirizzi ip statici

28 febbraio 2010

Conoscete Moblin?
Si tratta di una distribuzione per Linux,  dedicata ai cosiddetti netbook, piccoli computer portatili, molto leggeri. Moblin si contraddistingue per un’interfaccia grafica nuova, di diversa concezione rispetto ai classici ambienti grafici.
In realtà esistono due versioni Moblin:

  • Moblin “classica”, l’originale, è una distribuzione basata su Fedora
  • Ubuntu Moblin Remix, una versione di Ubuntu che usa come interfaccia grafica Moblin

L’attenzione che hanno esercitato sullo studio della ha fatto forse dimenticare che molto spesso le persone si connettono a internet tramite l’uso di ip statici, senza il dhcp. Ecco: Moblin, di default, non prevede di connettersi usando un ip statico.

Se quindi avete questa necessità, vi consiglio di installare un programma ad hoc per gestire le connessioni: Wicd.
Su Ubuntu ho provato ad installare il gestore delle connessioni di default, ma non ha funzionato: è come se non si interfacci (scusate la parolaccia) alla connessione di Moblin.

Se state utilizzando Ubuntu Moblin Remix, potete installare Wicd dal gestore di pacchetti oppure, aprendo il terminale, con un classico

sudo apt-get install wicd

Se invece state utilizzando la Moblin “classica”, vi rimando alla pagina di download di Wicd  (seguite le istruzioni per Fedora).

Una volta installato, potete avviare Wicd dal menu Internet della vostra distribuzione. Sarà quindi possibile impostare una connessione, wireless o via cavo, impostando un ip statico.
Io ho provato la procedura per una connessione via cavo, e non ho avuto problemi. Sul pc di un amico invece, usando la procedura per la configurazione di una connessione wireless con ip statico, la procedura non ha funzionato. Ma non sono in gradi di dire se si tratta di un problema di Wicd o di un problema particolare del pc (notare che il computer, con Ubuntu Netbook si connette senza problemi).

In ogni caso credo che la procedura sia quella giusta, se avete voglia di provare, fatemi sapere, così aggiorno questa piccola guida :)

Per chiudere, ecco i siti da cui scaricare Moblin:

Apertura di ‘sto blog..

28 febbraio 2010

Immancabile messaggio di apertura di questo blog -.-

Questo piccolo blog personale non vedrà una pubblicazione periodica e sistematica di articoli, ma scriverò un po’ quando mi parrà utile, opportuno o semplicemente ne avrò voglia.

Vi invito a dare una lettura veloce alle pagine Chi sono, Chi è Pio IX e Cosa c’è in questo blog.


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